c’è già
qualcuno da aspettare.
C’è un mese, verso l’ottavo, in cui la pancia è già rotonda e stare in piedi non pesa ancora. È lì che si fanno le fotografie dell’attesa: dopo si fa fatica, prima non si vede.
Non servono veli né sedie a dondolo. Serve la luce di una finestra, le tue mani dove le appoggi da sole, e chi ti sta accanto — perché in quelle fotografie non c’è una pancia, c’è una famiglia che sta per cambiare numero.
E se il newborn poi lo fai con me, quelle due mezz’ore si guardano una accanto all’altra: prima e dopo, con le stesse mani.






non si tiene in mano.
Una stampa sì.
Un servizio come questo non chiede un album da matrimonio: sono poche fotografie, scelte, che si guardano una per una. Le stampo in fine art — carta cotonata DigiPaper e inchiostri a pigmento, quelli che non ingialliscono con gli anni — e te le consegno in una scatola di cartoncino avana.
Fatta qui, come tutto il resto: stampa, taglio e rilegatura escono dal nostro laboratorio a Portico di Caserta.
Se vuoi qualcosa che resista più a lungo c’è la scatola scorrevole, in legno, con le stampe protette dentro. È un extra, non è compresa. E se il servizio lo merita, l’album si fa lo stesso — rilegato a mano, uno per volta.








